Il fascino dei primordi…

 

diaframma-pathe

Punte, diaframmi e grammofoni. Oggetti inusuali, curiosi ed evocanti tempi molto lontani, in cui si muovevano i primissimi passi nella registrazione e riproduzione del suono.

Ecco uno spazio per ammirare prodotti, oramai, quasi impossibili da trovare. Ogni volta che ne avremo la possibilità ne aggiungeremo di nuovi, arricchendo la galleria.

Chi desidera e ne è in possesso, può inviare le proprie immagini, per dare un contributo a questo spazio. Curiosi, collezionisti, o, semplicemente, chi ha voglia di conoscere il passato, trova qui una vetrina del tempo che fu, da ammirare.

 

DIAFRAMMI

Sempre di forma circolare, spesso erano realizzati con motivi decorativi, tra i più vari. I Diaframmi, così si chiamano, non erano altro che i fonorivelatori di oggi. Esclusivamente meccanici, funzionavano grazie ad una punta metallica (l’odierno stilo), che veniva inserita in un apposito alloggiamento (parte bassa periferica e centrale del diaframma – vedi le foto) e stretta da una vite.

L’alloggiamento della punta, tramite una lunga propaggine, era ancorato ad un disco di mica (o di alluminio sagomato molto sottile) detto membrana. La sua periferia era fissata sul telaio circolare costituente il diaframma.

Poggiando la punta, (già inserita nel diaframma) sui solchi del disco, quest’ultima vibrava (proprio come avviene con gli stili di oggi) e per mezzo della propaggine, trasmetteva le sue vibrazioni alla membrana, anch’essa, ovviamente, in grado di vibrare.

Lo spostamento d’aria generato dalle vibrazioni della membrana generava il suono, che veniva convogliato nel braccio sostenente il diaframma ed inviato, per essere amplificato, ad una tromba metallica.

Più grande era il diaframma, più grande la tromba e più forte era il livello sonoro ottenuto.
Ecco di seguito una bella collezione di diaframmi.

 

PUNTE

Le punte dovevano essere inserite nei diaframmi dei grammofoni e servivano a leggere i solchi incisi nel disco. La loro vita era molto breve, perché con l’uso si consumavano velocemente e non potevano più svolgere correttamente il loro lavoro.

Quelle più performanti promettevano almeno 20 letture. Quindi, le punte, essendo fortemente usurabili, dovevano essere acquistate in confezioni da 50, 100, o più pezzi. Ecco le foto di alcune confezioni, costituite da simpatiche scatoline di latta verniciate.

BRACCI

Forme eleganti e sinuose, curve tra le più svariate ed ogni braccio aveva la sua. Il braccio serviva a sostenere il diaframma e a convogliare le vibrazioni sonore alla tromba, per essere amplificate.

Alcuni bracci erano dotati di un’asticella, che serviva a comandare un meccanismo di stop del piatto a disco finito.

Nella maggior parte dei casi i bracci erano di metallo nichelato, o cromato, a volte verniciato ed erano dotati di un solo snodo, per sollevare o abbassare il diaframma sul disco. Ovviamente, potevano ruotare sulla loro base, per seguire i solchi del disco.

GRAMMOFONI

Grammofoni venivano costruiti di vari tipi. Quelli classici, che tutti ricordano di aver visto almeno una volta, in fotografia, al cinema, o da qualche antiquario, sono quelli a tromba esterna, poi ci sono quelli con mobile, a tromba interna ed, infine, quelli portatili a valigetta, sempre con una piccola tromba interna.

grammofono-a-tromba

Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.